Quando la storia è un incastro di cose.
Mi dedicavo al mio passatempo preferito, il pentamino, quando mi è venuta in mente la storia di Tetris, il famoso gioco con i mattoncini che insieme a Pong, Space Invaders, Pac-Man e Mario si contende la palma della leggenda dei videogames.
Tetris comincia a circolare nel 1984. Sono copie amatoriali, girano tra gli amici e gli appassionati di elettronica. Il creatore si chiama Alexey Pajitnov, un giovane ragazzo con gli occhiali grandi e un po’ di barba incolta, appassionato di macchine, circuiti e luci a impulsi. Studia nell’Accademia Sovietica delle Scienze di Mosca, una delle poche istituzioni che gode di una certa libertà e autonomia nella plumbea atmosfera della cultura accademica sovietica.
In quel periodo si assiste ad una transizione importante fra gli uomini di potere. In pochi anni si susseguono tre segretari generali del PCUS: morto Breznev nel 1982, subentrano i “giovanissimi” Andropov e Cernenko, che lasciano poi il posto a Grobacev nel 1985. La situazione economica è stagnante e si porta dietro tutta la pesantezza di una struttura burocratica elefantiaca. Il sistema sovietico comincia a scricchiolare, mentre la società civile guarda verso ovest. Il muro di Berlino, sta diventando sempre più una sorta di rovina romana. Ha già il sapore dell’antico.
Pajitnov lavora a esperimenti sull’intelligenza artificiale, ma dedica anche molto tempo ai giochi da tavola, sua vera passione. Perde la testa con il pentamino, un gioco popolare in Russia che consiste nell’incastrare dei mattoncini di varie forme e colori in modo da creare un quadrato. Tetris, in pratica. Con la variante dei pezzi fatti da quattro (tetra) mattoncini invece di cinque. Tetra + is = Tetris. Si dice che il suffisso “is”sia un omaggio al tennis, sport preferito di Alexey.
Tetris comincia a circolare nel 1984. Sono copie amatoriali, girano tra gli amici e gli appassionati di elettronica. Il creatore si chiama Alexey Pajitnov, un giovane ragazzo con gli occhiali grandi e un po’ di barba incolta, appassionato di macchine, circuiti e luci a impulsi. Studia nell’Accademia Sovietica delle Scienze di Mosca, una delle poche istituzioni che gode di una certa libertà e autonomia nella plumbea atmosfera della cultura accademica sovietica.
In quel periodo si assiste ad una transizione importante fra gli uomini di potere. In pochi anni si susseguono tre segretari generali del PCUS: morto Breznev nel 1982, subentrano i “giovanissimi” Andropov e Cernenko, che lasciano poi il posto a Grobacev nel 1985. La situazione economica è stagnante e si porta dietro tutta la pesantezza di una struttura burocratica elefantiaca. Il sistema sovietico comincia a scricchiolare, mentre la società civile guarda verso ovest. Il muro di Berlino, sta diventando sempre più una sorta di rovina romana. Ha già il sapore dell’antico.
Pajitnov lavora a esperimenti sull’intelligenza artificiale, ma dedica anche molto tempo ai giochi da tavola, sua vera passione. Perde la testa con il pentamino, un gioco popolare in Russia che consiste nell’incastrare dei mattoncini di varie forme e colori in modo da creare un quadrato. Tetris, in pratica. Con la variante dei pezzi fatti da quattro (tetra) mattoncini invece di cinque. Tetra + is = Tetris. Si dice che il suffisso “is”sia un omaggio al tennis, sport preferito di Alexey.
